AL CONSIGLIO SEZIONALE UIC
BOLOGNA
Oggetto: relazione sui lavori della Commissione Ipovedenti.
AGGIORNAMENTO BANCA DATI SEZIONALE E
INDIVIDUAZIONE BACINO d’utenza.
La commissione ipovedenti nell’ambito delle proposte di lavoro elaborate
nella seduta d’insediamento in data 17 dicembre 2001, ha iniziato il lavoro
di controllo della banca dati sezionale, al fine di verificare il numero degli
ipovedenti iscritti alla sezione. Tale intervento sarà utile anche per
un
aggiornamento complessivo di tutti i fascicoli degli iscritti.
Per ottenere risultati significativi questo tipo di lavoro richiede tempi
abbastanza lunghi. Per questa ragione proponiamo al Consiglio Sezionale
la possibilità di inserire nella prossima convocazione dei soci un
questionario, rivolto agli ipovedenti. Tale questionario sarà redatto
da
questa commissione e inoltrato in tempo utile per la prossima
convocazione.
Mobilità – Accessibilità
La commissione ipovisione ha incontrato il responsabile della
commissione mobilità, per avere ragguagli in merito allo stato d’attuazione
del programma di lavoro che essa sta portando avanti onde ricavare
beneficio al lavoro della scrivente. Dopo aver concordato sulla differenza
di problematiche, riguardo alla mobilità, esistente fra non vedenti ed
ipovedenti, dovuta ad oggettive condizioni difformi di handicap visivo, il
referente della commissione mobilità ha fornito un’informativa
sul nuovo
servizio vocalizzato che l’A.T.C. sta installando sulle paline alle fermate
degli autobus.
La commissione ipovedenti non ha elementi per esprimere pareri,
supportati da esperienze dirette, sulla funzionalità e sul grado di fruibilità
di questo nuovo servizio da parte degli ipovedenti.
La soluzione per la mobilità va individuata anche attraverso progetti
che
coinvolgendo strutture pubbliche e aziende private che operano nel settore
del trasporto al fine di stipulare convenzioni a partecipazione mista utenti
ed ente pubblico con cooperative e ditte fornitrici di servizi di trasporto
privato.
STAZIONE FERROVIARIA DI BOLOGNA
Sono iniziati i lavori di progettazione finalizzati alla ristrutturazione e
messa a nuovo delle locali biglietterie ed accoglienza della stazione
ferroviaria di Bologna Centrale.
La commissione ipovisione chiede all’U.I.C. di Bologna di attivarsi al
fine
di rendere fruibile, in autonomia tramite appropriata segnaletica
d’informazione, l’accesso ai servizi di questa nuova struttura,
di grande
importanza per la mobilità, ai ciechi ed agli ipovedenti.
All’interno della stazione ferroviaria di Bologna Centrale funziona un
servizio d’aiuto ai disabili, cui ci si può rivolgere in caso di
viaggi
programmabili. Per far fronte a situazioni non programmate, è auspicabile
che le nuove strutture, sala biglietteria ed accoglienza per i viaggiatori,
siano dotate di una segnaletica accessibile agli ipovedenti; nello specifico,
per consentire agli stessi una sufficiente mobilità, va loro assicurata
una
piena fruibilità della segnaletica d’informazione attraverso l’adozione
dei
seguenti criteri:
1 . Traduzione in sintesi vocale del maggior numero d’informazioni
possibili;
2 . Dimensione dei caratteri d’informazione tale da essere percepiti anche
da chi ha deficit d’acuità visiva, o in ogni modo leggibili con
ausili
ingrandenti;
3 . Contrasto cromatico elevato fra il colore dello sfondo e quello dei
caratteri recanti le informazioni.
CENTRI DI IPOVISIONE
La commissione ipovisione dell’U.I.C. di Bologna chiede di conoscere
se
esistono, in ambito provinciale o nazionale, Centri di Ipovisione Pubblici o
Accreditati a svolgere la suddetta attività. I Centri d’Ipovisione
sono
indispensabili per fornire agli ipovedenti ogni supporto di diagnosi, cura,
riabilitazione ed indirizzo per la dotazione d’apparecchiature d’ausilio,
con
l’intervento di tutte le professionalità interdisciplinari deputate
ad
affrontare e risolvere i molteplici problemi provocati dalla disabilità
visiva
determinata dall’ipovedenza.
PUNTO DI ASCOLTO PER GLI IPOVEDENTI
Si chiede di inserire nella commissione di lavoro la sig.ra CIMATTI
PAOLA, che si è resa disponibile a dare un contributo ai lavori della
stessa. Siamo a proporre anche la possibilità di prevedere “ un
punto
d’ascolto” per le problematiche legate all’ipovisione, utilizzando
lo
sportello d’ascolto già presente in sezione, con modalità
tecniche da
concordare.
Barriere
Percettive – Cromatiche.
La legge 138/2001 ha conformato la normativa italiana ai parametri
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di minorazioni
visive; con
questo provvedimento sono state poste le basi per un riconoscimento più
puntuale e
circostanziato della cecità (totale o parziale) e dell’ipovisione.
I progressi della medicina, una migliore qualità della vita hanno contribuito
ad
allungare i tempi di vita della popolazione; il numero delle persone anziane
è in
continuo aumento, ed anche le patologie legate all’invecchiamento seguono
questo
corso espansivo.
Dati statistici dell’Oftalmologia confermano quanto detto sopra: l’impatto
socio-economico prodotto dall’aumento di malattie quali la degenerazione
maculare
senile, il deficit di sensibilità retinica, la ridotta trasparenza dei
diottri, richiede
l’adozione di misure ed interventi mirati a prevenire la perdita della
funzione visiva.
D’altra parte le nuove tecnologie tendono ad imporre standard e codici
d’organizzazione, nei sistemi di relazione della vita quotidiana, imperniati
su imput
visivi, d’immediata assimilazione da parte delle persone normodotate,
ma che sono
spesso impraticabili per i disabili visivi; vengono così a crearsi vere
e proprie
Barriere Percettive, che rendono difficoltoso per gli ipovedenti l’accesso
alle
informazioni, all’aggiornamento, alla mobilità ecc…. .
La legislazione del nostro Paese, da qualche tempo a questa parte, ha accolto
norme a tutela del diritto all’accessibilità dei cittadini affetti
da disabilità motoria; il
concetto di Barriera Architettonica è stato così associato ai
problemi di mobilità dei
soggetti in carrozzina.
Si è consolidata la convinzione che, eliminati gli ostacoli strutturali
degli
ambienti, sarebbero svaniti le difficoltà di tutti i disabili.
Bisogna riconoscere che i provvedimenti adottati a beneficio dei portatori di
handicap motorio rappresentano il segno di una grande attenzione sociale verso
chi
vive una condizione d’impedimento nella deambulazione.
Le problematiche prodotte dalle Barriere Percettive, inerenti disabilità
sensoriali visive, non trovano risposte adeguate nelle normative vigenti
sull’accessibilità, relegate come sono nel limbo delle enunciazioni
di principio.
L’abbattimento delle Barriere Percettive deve essere al centro dell’interesse
di chi
progetta gli spazi e gli ambienti per la vita dell’uomo, per una molteplicità
di valenze
e d’implicazioni troppe volte trascurate, sino al punto da inficiare anche
i migliori
propositi progettuali.
Gli ipovedenti, nello svolgimento delle attività quotidiane, incontrano
gli
ostacoli più grandi nella segnaletica, negli ambienti interni ed esterni;
la dimensione
dei caratteri, lo scarso contrasto cromatico fra il colore di fondo ed il colore
delle
scritte sui pannelli di segnalazione luminosa, sono Barriere Percettive e Cromatiche
che riducono fortemente l’autonomia e la mobilità degli ipovedenti
e delle persone
affette da patologie retiniche, tanto da rendere inefficaci perfino gli ausilii
ingrandenti.
Per eliminare le Barriere Percettive e Cromatiche bisogna impegnare le
Autorità di governo delle Amministrazioni Locali affinché provvedano
a rendere
fruibile la dichiarazione contenuta nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione
Europea, accettata da tutti gli Stati membri, secondo la quale “l’Unione
Europea
riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità a beneficiare
di misure
tendenti ad assicurare la loro autonomia, la loro integrazione sociale e la
loro
partecipazione alla vita della comunità; a tale scopo emana direttive
tese ad eliminare
ogni forma d’esclusione, con riferimento alle infrastrutture, al design
for all,
all’accesso alla comunicazione, al lavoro ecc….
Gli ipovedenti sollecitano iniziative concrete al fine di ottenere l’abbattimento
d’ogni Barriera Percettiva o Cromatica che sia d’ostacolo per la
loro autonomia ed
integrazione sociale.
Al fine di dare una corretta visione della rappresentanza della nostra
associazione si propone di integrare il nome dell’U.I.C. com “Unione
Italiana Ciechi
e ipovedenti” ovvero cambiarlo con il nome di “Unione Italiana disabili
visivi”.
Si chiede pertanto che il Consiglio Provinciale dell’U.I.C. della provincia
di
Bologna faccia proprio il presente documento programmatico di lavoro, e lo
trasmetta, come suo Ordine del Giorno, alla Direzione Nazionale dell’U.I.C.
ed alla
Commissione Nazionale Ipovisione.
Bologna - novembre 2002
Pagina aggiornata mercoledì 25 febbraio 2009 alle 11.42