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Resoconto corso di cucina tenuto a Bologna in ottobre 2003



Corso di cucina per non vedenti

A seguito dell’iniziativa di alcuni soci dell’Unione Italiana Ciechi di Bologna, Realdini Roberto, Borsato Luisa, Prantoni Andrea e, grazie alla collaborazione fattiva dell’Associazione "Il Mestolo e la Ramina", si è tenuto a Bologna un primo corso sperimentale di cucina per non vedenti. Gli obbiettivi posti per questo primo corso sono stati: verifica e predisposizione di una didattica adeguata, controllo della funzionalità delle attrezzature a disposizione, risposta dell’utenza a corsi di autonomia domestica e in particolare di cucina.

Il corso si è articolato in tre lezioni di quattro ore ciascuna, che si sono tenute nelle giornate di sabato 11, 18 e 25 ottobre 2003, presso la sede dell’associazione "il Mestolo e la Ramina, dove è allestita una cucina attrezzata con 4 postazioni di lavoro di tipo professionale e di tutta l’utensileria necessaria.

Considerato l’aspetto sperimentale del corso è stato predisposto un programma abbastanza vario per affrontare le problematiche poste dalla preparazione di piatti con procedimenti completamente diversi: primi piatti, salse, fritti, contorni caldi e dolci; avendo così la possibilità di cuocere e scolare la pasta, tritare verdure e carne, impanare e friggere, seguire la cottura delle salse e realizzare creme per dolci.

Hanno partecipato un gruppo di otto non vedenti con preparazione ed esperienze diverse nel campo della culinaria: il 30% cucinano quotidianamente, il 20% 2 o 3 volte alla settimana, il rimanente 50% quasi mai. I partecipanti sono stati suddivisi in gruppi di due sulle quattro postazioni di lavoro. Durante le preparazioni i più esperti hanno integrato, in alcuni casi, i procedimenti proposti dallo chef con piccoli suggerimenti pratici come, per esempio, l’utilizzo di pentole tipo "pastaiola" per cuocere e scolare la pasta. Molti dei partecipanti hanno evidenziato un problema sui tegami utilizzati: tegami che hanno il fondo un po' bombato e risultano meno stabili di quelli a fondo completamente piatto. La totalità dei partecipanti ha comunque apprezzato lo spirito dell’iniziativa auspicando che si possa replicare con altre edizioni; per tutti è stata una esperienza dalla quale hanno tratto insegnamento; in particolare chi era a digiuno di cucina ha dichiarato, al termine di questo corso, di essere in grado di riprovare in autonomia a preparare alcune delle ricette sperimentate. La degustazione, al termine di ogni lezione, dei piatti realizzati è stato un momento di confronto tra i partecipanti sui risultati ottenuti, oltrechè un momento di allegra convivialità.

Lo chef sig. Michele Cocchi alla sua prima esperienza con non vedenti ha affrontato tutte le problematiche con atteggiamento pratico riuscendo con grande professionalità ad adattare le tecniche di insegnamento alla nuova situazione. Durante le preparazioni è riuscito a far notare ai partecipanti la differenza di rumore che può fare, per esempio, un sofritto a diversi stadi di cottura, l’acqua in ebollizione, una salsa che sobbolle ecc… ecc…. si deve evidenziare la capacità di passare da un rapporto esclusivamente visivo tenuto con i corsisti normodotati, ad un rapporto con i non vedenti che deve essere fatto di spiegazioni dettagliate e di esempi pratici, con momenti di lezione individuale. I collaboratori dello chef, uno per postazione, hanno risposto con altrettanta profesionalità e disponibilità nel seguire i non vedenti con suggerimenti e repliche delle manovre dettate dall’insegnante. Le lezioni si sono svolte interamente presso le postazioni della cucina alternando la pratica a momenti di teoria.

Concludendo riteniamo di poter affermare che gli obbiettivi posti per questo primo corso sono stati raggiunti completamente, sottolineando in particolare la capacità del sig. Michele Cocchi e dei collaboratori nel mettere in atto metodologie di insegnamento per loro inusuali. La cucina e le attrezzature messe a disposizione sono risultate sostanzialmente fruibili dai non vedenti. La risposta del’utenza è stata superiore alle aspettative con richieste pervenute anche da fuori regione; riteniamo di poter affermare che l’esigenza di corsi finalizzati a dare al non vedente la massima autonomia in tutte le situazioni, siano una necessità. A seguito di questa esperienza e per i soddisfacenti risultati ottenuti, auspichiamo che si possa continuare la collaborazione con l’associazione "il Mestolo e la Ramina" per organizzare nuovi corsi di cucina di base e, perchè no, anche avanzati per i più esperti.

 

 

Prantoni Andrea

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