Collezioni mai viste. Sette autori per scoprire le facce in ombra delle collezioni del MAMbo
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
27 novembre 2008 – 15 gennaio 2009
Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenterà, dal 27 novembre 2008 al 15 gennaio 2009, un ciclo di sette serate-incontro che sonderanno quegli aspetti degli ambienti e delle collezioni del MAMbo percepibili anche senza l’uso della vista.
Parteciperanno alla realizzazione del progetto sette autori, uno per ciascuna serata, provenienti da diversi ambiti creativi, che proporranno interventi appositamente ideati o rielaborati per l’occasione.
Questi incontri permetteranno di concentrare l’attenzione sul lato non-visivo dell’arte, che dalle avanguardie a oggi ha assunto un’autonomia sempre maggiore e che, talvolta, si manifesta in modo esclusivo. Lo sviluppo di una specifica abilità, allo stesso tempo corporea e mentale, che alcune opere richiedono, permette di ritrovare un sapere e un sentire extravisivi che hanno fatto parte del nostro passato più lontano e che il primato pervasivo di una vista intesa come strumento unico di conoscenza ci ha portato a smarrire. Quell’abilità che talvolta l’opera richiede è attivabile da ogni non vedente, il quale tuttavia crede, come gli hanno insegnato, di non poter entrare nei musei perché l’arte è solo visiva o, tuttalpiù, tattile. In modo complementare un vedente pensa che l’unico modo di vedere sia percepire con gli occhi. Tra questi due estremi c’è un terreno comune, tutto da esplorare attraverso “l’esperienza del buio”, di un terreno in cui, passando attraverso le opere e l’ambiente che le ospita, sono possibili frequentazioni, incontri, scambi di sapere, costruzioni di nuove abilità.
CALENDARIO DEGLI INCONTRI
27 novembre 2008, ORE 18.30 PAOLO NORI
4 dicembre 2008, ore 18.30 OTTONELLA MOCELLIN / NICOLA PELLEGRINI
11 dicembre 2008, ore 18.30 UGO CORNIA
18 dicembre 2008, ore 20.00 SALVATORE SCIARRINO / LOST CLOUD QUARTET
23 dicembre 2008, ore 18.30 CARLO CIALDO CAPELLI
8 gennaio 2009, ore 18.30 GIACOMO VERDE
15 gennaio 2009, ore 18.30 STEFANO BARTEZZAGHI
Scrittore
Allievo di Umberto Eco, si è laureato con una tesi sulle strutture semiotiche dei giochi enigmistici. Enigmista, saggista e cultore di giochi di parole, nel 1987 ha avviato la fortunata rubrica “La posta in gioco” con i lettori del supplemento della Stampa “Tuttolibri”. E’ autori di numerosi libri: Accavallavacca (Bompiani, 1992) e Anno Sabbatico (Bompiani, 1995) Lezioni di enigmistica (Einaudi, 2001), Incontri con la sfinge. Nuove lezioni di enigmistica (Einaudi, 2004), Non è ho la più squallida idea. Frasi matte da legare (Mondadori, 2006), La posta in gioco (Einaudi, 2007), L’orizzonte verticale. Invenzione e storia del cruciverba (Einaudi, 2007), Lapsus in fabula (Einaudi, 2007). Collabora con La Repubblica, presso cui cura la rubrica "Lessico & Nuvole".
Bartezzaghi sceglierà un’opera delle collezioni del MAMbo per analizzarne il peculiare codice linguistico. Mantenendo il ruolo di solutore di enigmi proporrà una ricostruzione indiziaria dell’opera.
Musicista
Dotato di una solida formazione musicale, lavora principalmente con le tecnologie elettroniche, prediligendo l’espressione teatrale. Ha scritto musiche di scena e realizzato spettacoli come solista. Dal 1985 ha commentato un’ottantina di spettacoli teatrali collaborando tra gli altri con Arturo Brachetti, Carmelo Bene, Marcello Chiarenza, Toni Comello, Eros Drusiani, Tino Schirinzi, Giorgio Gaber, Sandro Luporini, Dario Moretti e le compagnie e teatri Teatro del Buratto, Accademia Perduta, la Biennale di Venezia, Arcipelago Circo Teatro, Piccolo Teatro di Milano, Lingo Theatre. Lavora a progetti di didattica musicale nelle scuole e conduce seminari e stage sui temi della musica elettronica, elettroacustica, dell’ecologia musicale, delle tecnologie applicate alla musica, e sul tema dell'opera musicale nella scuola elementare. Dal 2000 è l’anima musicale della compagnia Arcipelago Circo Teatro per la quale ha scritto le musiche di “Labirinto Mare”, “Ombra di luna”, “Creature” “La luna nella sabbia” e il recente “Tesoro”.
L’intervento di Capelli, intitolato “Harmonices mundi”, consisterà nella rielaborazione delle sei melodie che Keplero scrisse associando alle note musicali la velocità orbitale di ciascun pianeta nel corso della sua orbita. Lo spettatore avrà la possibilità di sentire il brano musicale stando al centro della sala centrale, mentre le melodie ruotano attraverso quattro altoparlanti: una allusione alla condizione dello spettatore che, all’interno del museo, diventa ‘il sole’ intorno a cui ruotano i pianeti.
Ugo Cornia (Carpi, 1965)
Scrittore
Ha pubblicato con Sellerio i romanzi: "Sulla felicità a oltranza" (1999), "Quasi amore" (2001), "Roma" (2004), Le pratiche del disgusto (2007); nel 2008 sono usciti Sulle tristezze e i ragionamenti presso Quodlibet e Storie di mia zia (e di altri parenti) presso Feltrinelli.
Cornia metterà a punto una lettura della collezione e di alcune singole opere indagando la dimensione dell’assenza, della memoria e della nostalgia.
Artisti
Da diversi anni Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, artisti molto affermati anche individualmente sulla scena artistica italiana, collaborano nella realizzazione di opere a quattro mani. Un carattere narrativo ispirato all’immagine cinematografica e la grande importanza attribuita al testo, parlato o scritto, sono tipici del loro lavoro. In alcuni casi queste opere nascono da specifiche situazioni in cui i due artisti si trovano a lavorare. In molti casi sono invece legate alla tematica delle relazioni affettive e alla necessità di rinnovare i percorsi psicologici ed emotivi attraverso i quali si dipana l’esistenza quotidiana.
Mocellin e Pellegrini svilupperanno il lavoro del video La città negata, presente nell’archivio del MAMbo,attraverso un dialogo tra vedenti e non vedenti. Attraverso la narrazione della ricerca di indipendenza e accettazione dell’handicap di due non vedenti, il video cerca di affrontare domande sull’esistenza, la comunicazione e la percezione. L’incontro affronterà il modo in cui il problema dell’assenza della vista si risolve nella presenza di una ricchezza di stimoli e codici attraverso i quali è possibile comprendere l’arte come il mondo che ci circonda.
Paolo Nori (Parma, 1963)
Scrittore
Ha esordito con Le cose non sono le cose (Fernandel 1999), seguito dal fortunato Bassotuba non c’è (DeriveApprodi 1999), finalista al Premio Viareggio 1999; con Einaudi ha pubblicato Spinoza (2000), Diavoli (2001), Grandi ustionati (2001), Si chiama Francesca, questo romanzo (2002) e ha tradotto e curato l’antologia degli scritti di Daniil Charms Disastri; con Bompiani ha pubblicato I quattro cani di Pavlov (2006); per Feltrinelli ha curato l’antologia Un eroe dei nostri tempi di Lermontov e Umili prose di Puškin e ha pubblicato Gli Scarti (2003), Pancetta (2004), Ente nazionale della cinematografia popolare (2005), Mi compro una gilera (2008).
Nori accompagnerà la narrazione della sua prima visita al MAMbo con un brevissimo inserto musicale tratto da un video della collezione del museo.
Salvatore Sciarrino (Palermo, 1947)
Compositore
con LOST CLOUD QUARTET
Sciarrino ha cominciato a comporre dodicenne, da autodidatta. Compiuti gli studi classici e qualche anno di università a Palermo, nel 1969 si è trasferito a Roma e poi, nel 1977, a Milano. Dal 1983 risiede in Umbria. Ha pubblicato con Ricordi dal 1969 al 2004; dall'anno seguente l'esclusiva delle opere di Sciarrino è passata a Rai Trade. Vastissima la discografia di Sciarrino, che conta più di 80 CD, editi dalle migliori etichette in ambito internazionale, più volte segnalati e premiati. Oltre che della maggior parte dei libretti delle proprie opere teatrali, Sciarrino è autore di una ricca produzione di articoli, saggi e testi di vario genere; alcuni sono stati scelti e raccolti in Carte da suono (Cidim - Novecento, 2001). Di rilievo il suo libro interdisciplinare sulla forma musicale: Le figure della musica, da Beethoven a oggi (Ricordi, 1998). Ha insegnato in Conservatorio a Milano (1974-83), a Perugia (1983-1987) e a Firenze (1987-1996). Parallelamente Sciarrino ha tenuto corsi di perfezionamento e masterclass; da segnalare quelli di Città di Castello dal 1979 al 2000. Fra il 1978 e il 1980 è stato direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna. Accademico di Santa Cecilia (Roma), Accademico delle Belle Arti della Baviera e Accademico delle Arti (Berlino), Sciarrino ha vinto numerosi premi, quali il Prince Pierre de Monaco (2003) e il prestigioso Premio Internazionale Feltrinelli (2003). E’ il primo vincitore del nuovo Musikpreis Salzburg (2006).
L’intervento si divide in due parti. Un’intervista in pubblico del grande compositore e l’esecuzione dell’opera La bocca, i piedi, il suono per 4 sassofoni solisti e 100 sassofoni in movimento, intesa a dialogare con lo spazio del museo mettendone in risalto il contenuto spaziale. L’esecuzione del concerto è organizzata e curata da Lost Cloud Quartet,
Regista
Si occupa di teatro e arti visive dagli anni Settanta. Dagli anni Ottanta realizza operazioni collegate all’utilizzo creativo di tecnologia “povera”: videoarte, tecno-performances, spettacoli teatrali, installazioni, laboratori didattici. È l’inventore del “tele-racconto” - performance teatrale che coniuga narrazione, micro-teatro e macro ripresa in diretta - tecnica utilizzata anche per video-fondali live in concerti, recital di poesia e spettacoli teatrali. È’ tra i primi italiani a realizzare opere di arte interattiva e net-art. Riflettere sperimentando ludicamente sulle mutazioni tecno-antropo-logiche in atto e creare connessioni tra i diversi generi artistici è la sua costante. Nel 2007 ha pubblicato il libro Artivismo tecnologico, che raccoglie una serie di interviste e scritti sulle sue esperienze artistiche, accumunate da un uso etico e politico delle tecnologie.
Nella performance “Come il pane”, Giacomo Verde racconterà le opere della collezione paragonandole ognuna ad un tipo diverso di pane. Sarà una riflessione sull'arte, i musei, la loro necessità, inutilità, evoluzione.
Pagina aggiornata mercoledì 25 febbraio 2009 alle 10.45