Lettera al Ministro Di Pietro
OGGETTO: Omologazione semafori con dispositivo acustico per disabili visivi.
Gent.mo Sig. Ministro,
facciamo seguito, con la presente, ad una nostra del 19/03/’07, in cui ci
permettevamo di sottoporle un recente problema che, grazie ad un suo fattivo
intervento (si tratterebbe solamente di un atto amministrativo formale a costo
zero per il suo Dicastero) potrebbe facilmente essere risolto apportando così
significativi miglioramenti alle condizioni di una libera ed autonoma mobilità
dei disabili visivi.
Negli ultimi mesi dello scorso anno, l’Ufficio del Suo Dicastero preposto alle omologazioni dei dispositivi per il traffico civile, con provvedimento Prot. N. 60292 del 11/12/2006 - Roma, omologava i dispositivi semaforici con avvisatore acustico per disabili visivi prodotti dalla ditta Siemens. Purtroppo però, contrariamente alle nostre aspettative, di questi nuovi ed innovativi dispositivi (per altro già largamente utilizzati in molti paesi europei (circa 160,000 nella sola Germania), veniva omologato solamente l’avvisatore acustico ad alta frequenza collegato alle lanterne semaforiche, mentre lo snap a bassa frequenza che, ove attivato e correttamente tarato, è in grado di guidare, efficacemente e in piena sicurezza, chi non vede fino alla palina di chiamata per l’attivazione del segnale sonoro di guida per l’attraversamento non veniva omologato, rendendo così di fatto questi dispositivi esattamente identici a quelli di più vecchia concezione, con grave danno per tutti i ciechi e gli ipovedenti italiani. E` sì vero che tali dispositivi sono affiancabili a percorsi tattili a terra - per altro non sempre facilmente integrabili od adattabili nelle varie situazioni ambientali (vedi i centri storici sottoposti a vincoli artistico-monumentali) -, ma l’innovazione tecnologica propria di tali dispositivi, ben colta nel resto d’Europa e chissà perché non da noi, sta nel fatto che consente di superare i limiti evidenti delle segnalazioni tattiloplantari, che offrono risultati accettabili solo in certe condizioni, prevalentemente in ambienti chiusi, assai meno in esterni (marciapiedi già sconnessi, biciclette e moto parcheggiate selvaggiamente, ecc.) e comunque, semmai, solo per quei disabili visivi che si muovono con il bastone bianco, poiché i cani guida non sono in grado di seguire i percorsi tattili, anzi se su questi si trovano altre persone logicamente tendono proprio a scansarle, mentre lo snap a bassa frequenza di indirizzamento alla palina - ben lungi dal costituire fattore di disturbo come assurdamente affermato dai suoi detrattori non certo disinteressati e come paventato perfino nell’atto ministeriale sopra richiamato (mentre nel resto d'Europa non ci si sogna neppure di pensarlo) - funziona comunque per tutti, ipovedenti compresi, in quanto anch’essi si possono utilmente avvalere dell’udito.
Come certamente Ella avrà già avuto modo di apprezzare, noi non siamo di certo portatori di diretti interessi economici di questa o quella azienda - a differenza di altri che si ostinano a sponsorizzare solo soluzioni basate sulla monocultura tattiloplantare -, ma facendo tesoro della nostra diretta e dura esperienza personale quotidiana e sorretti unicamente da quei valori umani e civili di solidarietà e di pari dignità tra tutte le persone, ci sentiamo in dovere di ribadire che, negando l’omologazione di un risolutivo sistema di identificazione della palina semaforica – realizzato mediante una tecnologia che potrebbe essere adottata anche da ditte italiane -, ancora una volta il nostro paese vede accrescersi quel grande divario che ci separa dalle altre nazioni europee.
Ci spiace farle presente che la nostra voce è rimasta puntualmente inascoltata, magari proprio in quanto non subalterna ad interessi forti, e che alcun riscontro ci è pervenuto alla nostra precedente missiva. Da cittadini perplessi, ci domandiamo a questo punto se Ella sia mosso ancora dallo spirito con cui operava brillantemente da magistrato e se sia, da ministro, altrettanto attento a contrastare le pressioni commerciali e le “logiche tangentocratiche” che in Italia non paiono mai sopite e che sembrano ben spiegare anche questa penosa vicenda, in cui il diritto dei minorati visivi alla mobilità autonoma e sicura si scontra con gli interessi ben evidenti di tutti coloro che ruotano attorno alla lobby delle piastrelle tattiloplantari. Vogliamo palesarLe ora il nostro sconforto nel constatare che in Italia si è pronti ad agitare lo slogan “siamo in Europa” solo per legittimare scelte impopolari e mai quando l’essere europei può offrire reali vantaggi ai cittadini. Il dispositivo della Siemens, infatti, rispetta pienamente le norme CEE e viene accolto positivamente in tutt’Europa, mentre nel “bel paese” viene sabotato da un atto burocratico insensato e purtroppo – dispiace dirlo - di fatto coerente solo con interessi economici di varia natura, ma non certo con quelli legittimi di persone disabili che rivendicano solo pari opportunità.
Eravamo certi del Suo cortese interessamento, ma ora dobbiamo levare alto il nostro urlo civile e in forma pubblica, nel tentativo di non subire l’ennesima beffa cui abbiamo dovuto abituarci, ma a cui non ci arrendiamo. Noi mostriamo il coraggio delle nostre battaglie a viso aperto, parimenti facciano legislatori e uomini di governo, se vogliono ancora lasciarci sperare che si possa sfatare il beffardo destino di essere italiani, figli di un’italietta di provincia e non del vecchio continente.
Pagina aggiornata mercoledì 25 febbraio 2009 alle 11.45